martedì 24 febbraio 2015

I problemi degli altri, un fulcro per sfruttare debolezze

Si, ci avevo mollato e sinceramente non so se i miei buoni propositi li porterò avanti per più di un mese come faccio sempre, sta difatto che mi sono iscritta in palestra.

Mi hanno costretta ad acquistare una promozione che includeva trainer, medico (per il certificato) e nutrizionista.
Già il fatto che mi aabbiano costretta è stato un atto di violenza ma questo è niente.

Oggi ho incontrato il medico e la nutrizionista che mi hanno chiesto perché mi sono iscritta in palestra:
"voglio fare un po' di cardio"
"perché?"
"ho perso 25kg, ne ho ripresi alcuni per mille peripezie e voglio ricominciare"
"hai fatto sport?"
... Tralascio elenco...
"come facevi a fare sport pensando 90kg?“
"ci riuscivo benissimo, magari non la corsa ma il resto si"
... Sono seguite facce improponibili e vergognose...
"questi ultimi kg non li perderai mai se non vieni seguita sull'alimentazione"
"a dire il vero... Lavoro per una società che su occupa di alimentazione sana"
... tralascio le facce da improperi che hanno fatto e passo alla visita che riassuriassumo così:
"bene, non hai niente appena la pressione un po' alta (70/130) ma sarà perché sei in sovrappeso"
Il tutto senza pesarmi, chiedermi il peso, misurarmi la massa grassa, sema farmi un un'anamnesi accurata.
Una pioggia di giudizi solo per vendere le consulenze nutrizionistiche cercando di fare leva su ipotetiche fragilità...

Una garanzia di successo per il cliente, ma soprattutto per il venditore.

martedì 7 ottobre 2014

Dopo aver tanto lottato

Dopo aver tanto lottato e ottenuto, ora mi ritrovo di nuovo a dover lottare, in questo momento però, senza alcuna motivazione forte.
Già, non ho gli stimoli per lottare e nemmeno la voglia.

Dopo un anno dal trasloco, non ho più recuperato le vecchie abitudini e continuo a litigare con quelle del mio partner (orari fissi di pranzo e cena ad esempio).

Il posto in cui abito, dimenticato da dio, gli orari di lavoro che ho, la solitudine in questa nuova città, non mi aiutano a recuperare le buone abitudini che avevo acquisito come andare a correre ogni mattina e ogni sera (o pausa pranzo, qui ci ho provato ma finisce che arrivo tardissimo a casa la sera e respiro un sacco di smog), mangiare solo quando ho fame, meditare.

Ciò che faccio da quando lavoro poi... è tornare a casa e dormire, non ho mai dormito tanto in vita mia.
Le poche volte che mi capitava di dormire tanto in passato era a causa dello stress, credo sia il modo del mio corpo di compensarlo.

Non so davvero da che parte iniziare a rimettermi in sesto.
Ci avevo provato quest'estate, è durata 1 mese, poi ho mollato perché gli orari e l'attività fisica erano troppo pesanti combinati in quel modo lì e la solitudine di certo non aiutava molto.

 Devo ritorvare quella "spinta" ad agire che ora non c'è più in me.

mercoledì 13 agosto 2014

Ci ho mollato

Sì, gastroenterite fortissima e stress mi hanno fatto fermare per dieci giorni. Nella mia testa ci ho già mollato con sport, alimentazione e tutto il resto in uno sfanculamento generale.
Sono stressata da morire.
Voglio andare in ferie.
Prego non piova.

Spero in ferie di riprendere ma la sensazione è di pesante fallimento verso me stessa.
Non riesco a mangiare bene da quando lavoro, non riesco ad avere stimoli per fare sport.
Ieri sono tornata  a casa alle 8 di sera, distrutta... tempo di caricare una lavatrice e sentire i miei... erano le nove. Non sono andata a correre nonostante fossi in tenuta ginnica.
Avendo mangiato male tutto il giorno, ho mangiato male anche la sera.
Sono stanca.

Spero con le ferie di ritrovare un po' l'equilibrio.

mercoledì 30 luglio 2014

Un'estate che non c'è

Sì, quest'estate non è un'estate... ma è assolutamente godibile. Ha avuto infatti innumerevoli vantaggi:

1. ho potuto fare la ceretta in tempi regolari, niente effetto orso in pubblico né l'obbligo di usare il rasoio, maniche lunghe e pantaloni lunghi, un vero must di questa gelida estate

2. lavorare non è stato mai così semplice, sembra novembre e che stiamo aspettando le vacanze di natale

3. tisane depurative, belle calde, perché la sera se non ti copri con la copertina rischi il raffreddore

4. prova costume? ma dove?! :D

Ora prego solo che dal 15 Agosto in poi il tempo sia bello così posso godermi le mie meritatissime vacanze e prendere anche un po' di sole.

L'unico che ho preso è stato al concerto dei Rolling Stones, aspettando al Circo Massimo!

lunedì 28 luglio 2014

Ricominciare... seriamente

Ho ricominciato seriamente a prendermi cura di me mangiando sano ed evitando gli errori che per 6 mesi ho fatto senza pensare, per via della disattenzione e dello stress, ma soprattutto ho rincominciato a muovermi poco e tutti i giorni.

Mi ha fatto molto riflettere questo passaggio di un post sulle motivazioni per fare attività fisica quotidianamente,  che ho trovato:
Nel tempo che usiamo per pensare se cominciare a muoverci o no, avremmo potuto fare 10 minuti di passeggiata a ritmo veloce o un circuito di semplici esercizi per la tonificazione delle gambe che, concretamente, servono ad eseguire movimenti che fanno parte della routine quotidiana con meno difficoltà. Percepire il tempo che dedichiamo al movimento come vera e propria cura per il nostro stato fisico e mentale, ci permette di avere quasi subito più di un buon motivo per muoverci.

Questo passaggio mi ha ridato lo stimolo, quando inizio a pensare "vado o non vado", mi sto già preparando, come un automatismo.
Così mi porto sempre dietro la sacca per andare a fare sport oppure mi vesto già in modo idoneo. Mezz'ora, un'ora o anche di più ma vado corro, cammino veloce, faccio qualche esercizio.

Mi sento decisamente meglio, anche se mi lascio ancora scoraggiare dal clima (se piove tendo a non uscire). In ogni caso ho già ripreso a perdere peso e sono uscita da quell'impasse che stavo vivendo, di disagio per aver preso qualche kilo.

Poco ma tutti i giorni, l'importante è tenersi in movimento =)

giovedì 24 luglio 2014

Ma che fine ha fatto la normalità?

Pare che una certa Candice Huffine sarà modella del calendario Pirelli dell'anno prossimo.
E qui direi normalmente "Chissene frega".
Non lo dico solo perché la sopra citata modella è alta 1.80m, e fin qui tutto ok, ma pesa ben 90kg.
La bella ragazza insomma è una così detta curvy un modo poco offensivo di dire che è in sovrappeso senza sottolineare che il sovrappeso, appunto, è un problema.
Già, perché Candice, che è sicuramente una bellissima ragazza, posso stimare abbia un pericoloso sovrappeso di almeno 20kg, ovvero che per rientrare in un peso "non a rischio patologie" dovrebbe dimagrire un po'.

Hanno scelto una modella in sovrappeso perché stiamo combattendo la lotta agli stereotipi di bellezza, stiamo rivalutando l'estetica, giustamente dico io... ma non vi sembra che stiamo passando da un eccesso all'altro?

Siamo passati da modelle che bagnate forse pesano 45kg, alte sempre 1.75m, 1.80m, a una modella, o più, non conosco il mercato, che ne pesa ben 90, con tutti i rischi che corre anch'essa.
Senza nulla togliere al fatto che questa modella è una splendida femmina, che piace agli uomini, che sta smontando lo stereotipo ormai consolidato della magrezza a tutti i costi, io prego che prima o poi pensi alla sua salute perché con il sovrappeso ci si predispone a malattie articolari, a malattie cardiovascolari, al diabete e a molti altri problemi.

Non capisco perché la normalità ci fa tanto schifo.
Perché non scegliamo delle donne "sane" che rientrino in dei valori di BMI (body index mass) tra i 18 e i 25? Con una massa grassa compresa tra il 20% e il 30%?
Perché una donna SANA non può essere il vero testimonial della bellezza e non sempre un eccesso, sia esso in magrezza o in sovrappeso?
Perché l'essere umano deve sempre andare da un estremo all'altro, giocare con la propria vita, la propria salute, camminare lungo il sottile confine che separa l'assenza dei problemi alla creazione degli stessi?

Il mondo, il vivere, è già così pieno di difficoltà che spesso arricchiscono ma che nella maggioranza dei casi sono delle vere e proprie lotte, perché non possiamo aspirare allo "stare bene", soprattutto quello che è legato a dei parametri fisiologici.

"Star bene" fisicamente non è come stare bene economicamente o socialmente o come individuo, con me stesso, star bene fisicamente ha un solo significato, cioè "essere in salute" e il modello di bellezza dovrebbe rifarsi solo a questo.


Pensieri di una ex obesa di 168cm che pesava 93kg e ora ne pesa 67, che non è una modella, né vuole esserlo, ma una persona normopeso con un BMI 24,4 che continua a cercare di migliorarsi.
Volevo pubblicare una foto ma sto benedetto pc non la prende -.-

lunedì 21 luglio 2014

Devo parlarnE

Prima di conoscere il mio attuale fidanzato, prima di conoscere anche il penultimo a dire il vero, frequentavo un DJ. Probabilmente ne avrò già parlato da qualche parte nel blog però non ricordo che cosa ho detto o meno in merito.
Sta di fatto che ora devo parlare di lui... E. da quando è entrato nella mia vita, in un modo o nell'altro è ancora qui, sotto un'altra forma, con un peso diverso da quello che aveva 4 anni fa ma, non è mai davvero uscito.

E. è uno stronzo fondamentalmente, ma non lo fa apposta, è un vestito che si è dato e che teme di togliersi perché in fondo è vulnerabile, E. è una persona che deve averne viste tante in un mondo di gente capricciosa e noiosa, E. queste cose le rifugge da un lato ma ci naviga dentro dall'altro. Il guscio serve a questo, a starci dentro senza affogare.
Siccome questo post non lo leggerà mai, ovviamente, lo dico, E. è un codardo che non prende in mano veramente la sua vita, ci si è adeguato con il tempo e anche se è consapevole di non essere felice ma "in equilibrio" (cit.), tutto sommato non si arrischia nemmeno troppo a cambiare questo ormai consolidato stile di vita.

Quando lo conobbi era stato preso da un moto di espansività nei miei confronti, venivo da qualche anno abbastanza brutto e avevo appena fatto ritorno in Veneto da Milano. Lo conobbi ad agosto 2009, un appuntamento in centro, un drink e un saluto veloce, bacio passionale e poche parole "mi piaci, voglio rivederti". Era bellissimo quello che avevamo, eravamo "liberi" ma uniti, eppure in pochi mesi imparai a riconoscerlo: lui rifuggiva le relazioni.
Più ci avvicinavamo, più lui era felice di questo, più "fisicamente" diventava evanescente.

Feci un incidente in auto e da lì capii che per questo fossimo "emotivamente" e caratterialmente vicini, lui era, ed è, un sociopatico. Quello che mi era successo per lui contava zero, quello che contava era ciò che avevamo e ciò che avevamo era tutto nella sua testa.

Mi allontanai da lui, a lui in quel periodo successe qualcosa di spiacevole che non mi ha mai voluto raccontare nel dettaglio, storie di gente rognosa. Tornò ad inizio anno, non stava bene, era evidente; mi venne a trovare passate le festività natalizie (passate da sola, senza la possibilità di muovermi....), ero arrabbiata e per me non c'era più un noi da un bel pezzo ormai. Tornammo a frequentarci con molto meno impegno da parte mia; nella sua testa tra noi era bellissimo, nella mia lui era un passatempo dannoso.
Dopo qualche mese io mi stancai, lui stava passando un periodo molto brutto ma non volendomi accanto davvero mi sono sempre limitata a farlo "evadere" dalla sua realtà a quella che era la "nostra". Assieme andavamo in un altro mondo, un mondo suo che però non sentivo più come nostro, non era mio. Tentò di recuperare ai miei tira e molla, finché non conobbi il mio penultimo ragazzo, un suo concittadino, conosciuto ad una sua festa.

Fu un vero disastro. Ci incontravamo ovunque, quando tra me e il mio ex le cose andavano bene, mi pareva a volte di fargli un dispiacere ad essere lì con lui... Gli sguardi tra me ed E. però erano abbastanza inequivocabili. Quel mondo che lui aveva creato, in qualche modo era anche mio.
La mia storia con l'ex durò un anno, finì per motivi molto seri ma lo strappo avvenne con un bacio di E. rubatomi in discoteca. Lasciai il mio ex perché non aprì bocca, come se si aspettasse la cosa da tempo... E. tentò di ricucire, disse che era cambiato e che stava meglio, ma era cambiato poco e il cambiamento sostanzialmente consisteva in "se mi chiami io arrivo", non mi sono fatta abbindolare anche perché in quel periodo conobbi subito il mio attuale compagno, che mi rubò il cuore e che diventò in poco tempo il mio amore (quando ci penso mi commuovo ancora, sono innamoratissima).

E. non è mai uscito dalla mia vita, misi solo in chiaro le cose, cioè che mi ero innamorata davvero, che ero felice ora e che non mi sarei fatta trascinare con fantasie di possibilità inesistenti. E. all'inizio non accettò di buon grado, glielo spiegai più di una volta quando ci incrociavamo in discoteca, finché non sparì in un periodo di silenzio. Feci lo stesso, smettendo di andare alle serate.

La mia storia nel frattempo era diventata qualcosa di splendido e meraviglioso, complicato e arricchente.
Mi accadde una cosa spiacevole, faticavo ad allontanare quei pensieri cupi e sapendo che E. poteva capirmi più di chiunque altro, gli scrissi (probabilmente mi scrisse anche lui prima ma non risposi), gli scrissi cosa stavo provando e lì ricominciammo a parlare, non spesso, solo quando sapevamo di avere per le mani qualcosa che solo noi avremmo potuto capire in quel modo particolare tutto nostro.
Mi aiutò ad andare avanti quel suo modo particolare di vedere la vita, così affine al mio ma contraddistinto da scelte molto diverse.

Quello che ho (e non ho) con E., mi piace; anche se saremmo potuti essere una splendida coppia, nell'impossibilità di far venir meno le nostre resistenze, sono felice di avere qualcuno che mi capisce in questo modo così profondo e viscerale, che letteralmente "gode di ogni mio pensiero".
Non mi fa mai mancare un ".... ti voglio ma ti rispetto, pensaci". E' contraddittorio, ma io lo capisco.
Apprezzo il suo rispetto per me, per la mia storia, per la mia felicità.
Apprezzo il suo tenersi a distanza ma esserci allo stesso tempo.

"Siamo due libri aperti solo agli occhi dell'altro, due libri incompiuti, senza fine. Si avanza nella lettura, ansiosi di arrivare alla fine ma le pagine aumentano".

domenica 20 luglio 2014

Vuote domeniche

E' iniziata un'altra giornata, mi sento spenta e anche un po' triste.
So che non sarò mai quel tipo di persona con l'anima quieta, quelle che tutto sommato quando guardano alla propria vita dicono "non c'è male", io lo penso quando uso la ragione... ma di pancia la risposta è: sono felice? sono orgogliosa? Ne emerge normalmente un flusso di pensieri che mi ci portano a ragionare, niente emozioni esplosive, niente netti sì o netti no.

Sono orgogliosa di me stessa, di quello che sto facendo, delle scelte che ho perpetrato e mi sono sudata, sono fiera del mio amore, ciò non toglie che mi sento emotivamente distaccata da tutto. Quando mi concentro sulle emozioni e cerco di percepirle nel profondo sono davvero un turbinio confuso.
Cerco di circondarmi di cose che mi fanno bene, che mi rendono felice ma in questo momento non riesco a fare di meglio.

A volte penso che non sarò mai felice, felice davvero.

venerdì 18 luglio 2014

Che giornate!

Ieri i miei colleghi mi hanno tirata su col cucchiaino. Eh sì, dopo essere tornata dalla parrucchiera ho avuto una delle mie brutte crisi mestruali, dolori che mi sembrava mi stessero strappando le viscere, di quelli che mi mandano in tilt il sistema nervoso, mi fanno sudare come una fontana, mi fanno vomitare e infine svenire. Uno spettacolo agghiacciante che non mi capitava da almeno un anno.

Ho rovinato la piega, mi sono dovuta vestire con quello che avevamo in ditta (avevo i miei abiti madidi di sudore) e non ero quasi in grado di stare in piedi, tanto che sono tornata a casa con il fratello del mio fidanzato; gentilissimo mi ha sopportata mugolante e semi-incosciente per tutta la strada da lavoro a casa.

Sono davvero a pezzi, tanto che pure adesso non sono lucidissima e mi gira un po' la testa.
Non vedo l'ora la giornata finisca. Devo fare la spesa e vorrei anche passare a prendere un pensierino per il mio lui ma non so se ne avrò le forze.

Intanto tengo duro.

mercoledì 16 luglio 2014

Non mi peso

Non mi peso per qualche giorno, almeno fino alla fine del ciclo.
Quando mi peso prima del ciclo ho dei valori poco realistici e poi passo una settimana a stare male per 1kg in più di acqua che il mio cervello non vuole registrare come tale.
Leggo 1 kg in più e mi dispero perché faccio molto e dimagrisco poco.
Gli ultimi kili sono davvero un incubo, vanno via molto lentamente, anche perché sembra ormai sia un lavoro di tonificazione più che di dimagrimento.

Sono tonica, moltissimo, ma il grasso superficiale con la "dieta" non se ne va, quindi mi devo ammazzare di sport.
Ieri con il mio ragazzo abbiamo fatto 1h di camminata intensa in collina, parlavo senza problemi e penso che se avevo il battito quasi normale, poco ci mancava.
Devo aumentare l'intensità. Punto.
Quando sono da sola lo faccio.

Per ora non mi peso, solo qualche giorno, a furia di lavorare sono sicura che arrivano i risultati.
Non posso pensare in negativo.

lunedì 14 luglio 2014

Week end e sport

Un po' barboso. Cani acciaccati, moroso al lavoro e tempo orrendo.
Ne ho approfittato per correre, leggere, svagarmi un po'.

Intanto il peso non scende. Mangio sempre sano e ora vado anche a correre.
Aspetto, cerco di non avere fretta.

A volte mi manca tanto la mia città, mi manca il Veneto e le mie abitudini di quando vivevo lì.
La corsa mattutina, la colazione al bar, di nuovo camminata e poi si incominciava a lavorare o a fare le pulizie di casa. Iniziavo ogni giorno con la corsa.

Ora non posso più, correre in collina è molto faticoso e dovendo essere a lavoro alle 8.30, con 45min di strada da fare, non posso dedicarmi 1h allo sport di prima mattina.
Mi alzo molto preso 5.30-6.00, ma se uso 1h per correre poi non ci sto più con il tempo e arrivo molto stanca a lavoro.
Ci vado la sera, ma non è lo stesso.

Questo we moroso faceva il pomeriggio a lavoro, quindi le mattine sono state usate in altro modo, per stare un po' assieme. Stasera forse vado a camminare con lui (non può correre), sperando il tempo regga e non inizi a diluviare questo pomeriggio.
Se diluvia faccio 20min, ma li faccio comunque, devo tenermi in movimento.

giovedì 10 luglio 2014

Mattina positiva...

Mi sono alzata con un gran mal di schiena, il mio amore è tornato dal turno di notte e ha voluto comunque farmi un massaggino prima che io mi alzassi per andare a lavoro.
Mi ha messo il buon umore!

Ho fatto colazione e mentre mangiavo in piedi come un cavallo, il dolore alle gambe dello sport che ho reintegrato in questi giorni mi ha fatta sorridere: anche se ho ancora 6kg da buttare giù sono fisicamente messa molto bene.
Sì, martedì sono andata a correre... non ho corso in pianura ma in collina. Quando la pendenza saliva troppo, correre diventava poco produttivo (passo troppo corto), ma ho corso in collina! Pochissimo fiatone e tanta energia.
Ho fatto quattro km, non è moltissimo ma erano davvero mesi che non correvo e mi sono sentita bene, nemmeno troppo stanca.
A giudicare dal dolore alle gambe, correndo in collina esercito muscoli diversi dalla pianura ed è positivo perché in pianura dovrei correre molto per ottenere lo stesso grado di "fatica".
Correre in discesa ad esempio mi "tira" moltissimo l'interno coscia (che spero non ingrossi), lo farò lavorare di più?

Comunque aldilà del peso sono in forma e mi sento bene... questo mi rende felice!

Ah... e guardate che soddisfazioni dà il correre in collina:



lunedì 7 luglio 2014

Mi è tornata voglia di scrivere?

Non credo... passavo di qua e già che ci sono, pubblico qualcosa.
Sono mesi credo che non accedo al blog, faccio una vita abbastanza frenetica.

Lavoro per una società che si occupa di benessere e alimentazione, credetemi che non poteva capitare più a fagiolo che con me salvo per un dettaglio... Mi sento "inflazionata", sì... con la scusa che mi occupo di questo, non riesco più a prendermi cura del mio corpo e della mia serenità.
Sono ingrassata (di poco grazie al cielo), non riesco a fare sport e mi sento sempre stanca.
Un autogol in pratica.

L'unico lato positivo del lavorare assunta è che ogni mese mi arriva uno stipendio, direi pure discreto per l'aria che tira in giro, ma non abbastanza da dire "mi iscrivo serenamente in palestra".
Spero solo che la ditta vada bene perché sto crescendo professionalmente molto in fretta e probabilmente se tutto va come sperato, guadagnerei una buona posizione (ma non mi auspico un aumento di stipendio in tempi bravi ahimè).

Comunque tutto sommato va un po' meglio di mesi fa: lavoro, tanto ma lavoro, ho un compagno meraviglioso e tutto sommato le cose procedono più serenamente di prima.

Aiuto ancora i miei, uno dei principali pensieri che ho, mi danno preoccupazioni e a volte mi fanno pure arrabbiare, però non posso non aiutarli un pochino economicamente...

Devo ancora "prendere il giro" di questa mia nuova vita e sono certa che quando ce l'avrò fatta, ricomincerò anche a dimagrire :o)

Ciao!

lunedì 3 febbraio 2014

Scrivo solo per scusarmi (o quasi)

con i miei sparuti ma certamente importanti lettori per la mia apparente assenza ingiustificata.
Tutto è successo così in fretta, da quando ho deciso che era il mio momento, che francamente non ho nemmeno avuto il tempo di realizzare; in meno di 3 mesi ho cambiato casa e trovato pure lavoro, tutto così gratificante e adatto a me che nemmeno avrei potuto immaginare mi accadesse mai.
Bisogna crederci davvero e cambiare concretamente, essere consapevoli di limiti e potenzialità, eliminare i fattori ostacolanti, comprese le frustrazioni.

Non ho voglia di dilungarmi in pipponi galattici, però ho scelto il meglio per me, che non pestasse i piedi a nessuno. In sostanza credo che le cose arrivino non solo perché le vogliamo fortemente e perché ci impegniamo ma perché scegliamo cambiamenti e azioni anche in funzione di correttezza morale.

Non mi è arrivato niente di buono fino a che stavo ferma, nemmeno quando mi muovevo nella direzione sbagliata, a furia di provare però ho trovato la mia strada...

Consigli inutili a titolo gratuito, dopo un proficuo periodo di semina e raccolta: una laurea sul curriculum è una condanna al precariato, l'inesperienza nel campo in cui desiderate operare è la certezza che non verrete mai assunti. Non cercate di vendervi in mestieri che non vi piacerebbe fare nemmeno per disperazione, si vede clamorosamente il disgusto.
Non cercate di rubare l'uomo o la donna d'altri, se lo/la accalappiate vi siete messi con un potenziale traditore, se non ce la fate... bé la vostra autostima naufragherà peggio del Titanic.
La sincerità, non finirò mai di dirlo, con noi stessi e con gli altri, anche se ci costa fatica, anche se a volte è un esercizio da provetti equilibristi del Cirque du Soleil, è davvero l'unica strada per trovare armonia ed equilibrio. Dopo ogni tempesta arriva la quiete, dopo la pioggia prima o poi il sereno, ma se questi ci spaventano, per paura non usciremo mai dai nostri ripari, i quali non ci permettono di indagare il mondo anche quando questo è pericoloso e magari scoprire che dietro ad un aspetto terribile, si celava invece un fenomeno di assoluta normalità.


sabato 14 dicembre 2013

Quando ti accorgi che prima tribolavi!

Ragazzi, sto tirando le somme delle mie "fatiche"; ho virgolettato la parola perché più guardo il percorso che ho fatto in questi anni più mi rendo conto che la vera fatica era continuare ad essere una persona inespressa e soffocata dalle vite altrui. Le mie fatiche di questi anni consistono fondamentalmente in:
- amarmi, pregi e difetti, consapevole di quello che sono e pronta a mettermi in discussione;
- liberarmi, o comunque ridimensionare l'influenza, di quelle persone che troppo vogliono e poco sono disposte a dare in cambio;
- mettermi in gioco nella vita personale e professionale a dispetto delle difficoltà che si presentano;
- sentirmi libera di esprimere le mie idee, anche se non sempre condivisibili, e i miei sentimenti, anche quelli più duri, cupi e feroci (in questo periodo ho anche scoperto che devo provare a celarli, purtroppo, perché chi amo si sente preso in causa anche quando non lo è...).

Sarà ma questi cambiamenti in circa quattro anni mi hanno portata a risultati inaspettati, oltre alla mia considerevole perdita di peso: sono riuscita a deresponsabilizzarmi nei confronti di problemi miei genitori, che ormai mi toglievano ogni possibilità di crearmi una vita, ho trovato un uomo meraviglioso, sensibile con il quale, oltre a condividere un amore quasi da favola, sto condividendo la quotidianità da qualche mese, e ho anche trovato lavoro!

Non ci speravo moltissimo per il lavoro, vista la situazione economica generale e il grado di disoccupazione giovanile; non ci speravo al punto che stavo già architettando delle professioni "fai da te", occasionali e poco remunerative, piuttosto di nulla anche quei pochi euro una tantum avrebbero fatto comodo. Invece dopo quattro colloqui e un test online, giorni di attesa e tensione, ieri il titolare dell'azienda mi ha comunicato che da lunedì vado ad "ambientarmi" in modo tale che dal 7 di Gennaio io parta spedita ad imparare e lavorare. A quanto pare vogliono persino spesarmi il disturbo di una settimana in cui sarò più intrusa che aiuto!

Ora, non canto vittoria, non dico che andrà tutto alla perfezione però il fatto che ho trovato un'azienda che voglia farmi crescere e che non mi usi come un fazzoletto di carta, due soffiate di naso e via, avanti il prossimo, mi rasserena non poco, quantomeno mi regala il sogno di una prospettiva lavorativa a lungo termine, a patto che io mi impegni e dia il meglio di me.
Il caso ha voluto che questa società si occupi di qualcosa che mi ha impegnata moltissimo a livello personale negli ultimi anni; questo mi rende per loro una risorsa coinvolta e sicuramente più preparata di tanti altri che non sanno "visceralmente" quanto me cos'è il servizio da loro offerto, e d'altro canto mi ritrovo a fare qualcosa che mi stimola, mi piace e mi spinge verso l'acquisizione di ulteriori competenze in campo professionale.

La mia gioia è molto contenuta e composta, non voglio dire di aver fatto centro, voglio semplicemente essere consapevole che se qualcosa di buono è arrivato il merito dipende da me, dal mio impegno, dalla mia costanza e anche dalla mia pazienza.
Spero tutto continui per il meglio e che proseguendo in questo modo io trovi sempre le risorse per affrontare le difficoltà, con grande energia, al punto che la vita mi sorrida comunque.

lunedì 9 dicembre 2013

Permeano ricordi d'infanzia

Correva l'anno 1995, avevo 6 anni, d'inverno usavamo tornare nel Paese di mia madre per passare le feste con la nonna che altrimenti sarebbe stata sola. Viaggiare costava e quindi con il permesso della scuola andavamo lì un po' prima dell'inizio delle feste natalizie e tornavamo a fine gennaio.
L'inverno in quel Paese è molto rigido, temperature che toccano i -30°C nella peggiore delle ipotesi e in quegli anni di "liberalizzazione" per la gente comune c'era più disperazione che altro. Caduto il comunismo infatti non poche persone si ritrovarono sulla soglia di povertà, senza lavoro (perché le fabbriche di Stato spesso vennero svendute agli occidentali e in seguito chiuse o lasciate morire), questo clima un po' si percepiva ma io ero troppo piccola per rendermene conto. Le persone dell'area già "comunitaria" sapevano bene delle potenzialità di un Paese post comunista, dei vantaggi economici nel comprare case e terreni lì; io di queste persone ne conoscevo molte e quindi, dal loro parlare, mi sembrava di stare nel Paese dei Balocchi dove tutto era economico, bello e facile, quanto più lontano dalla realtà insomma.
Ero piccola, ingenua, stavo  per lo più con mia nonna che tutto sommato non se la passava male perché durante il comunismo si era comprata un piccolo appartamento nei così detti "Bloki", palazzoni di decine di unità abitative dall'aria triste e anonima tipici dell'Est Europeo, e poteva godere di una pensioncina discreta per via dei due anni di lavoro volontario in Siberia, passavo tanto tempo con le sue amiche pensionate al punto che tutto mi sembrava tranquillo, quasi tedioso.
Una sera molto rigida uscii con mio papà a prendere un presente per una persona (molte attività commerciali facevano e fanno orari ben diversi da quelli Italiani, spesso aprono alle 7.00 del mattino e chiudono alle 24.00) e rimasi sconvolta perché un signore cencioso e ubriaco chiedeva monetine per comprarsi la birra (lì almeno non mentono come in Italia dove spesso dicono "ho fame" e se gli dai da mangiare ti guardano schifati). Mi si era aperto per la prima volta un mondo che io non avevo mai visto e la cosa mi turbò tanto che il ricordo è rimasto vivo nella mia mente da rammentare volto e modi, gentili oltretutto, di quest'uomo che tra freddo e difficoltà inzuppava i dispiaceri nell'alcol. Mio padre gli allungò degli spicci e questo per ringraziarlo, tutto allegro, lo baciò!

Qualche giorno dopo nevicò abbondantemente e mio padre mi portò fuori con la slitta a giocare appena tornato da degli appuntamenti di lavoro; ci avvicinammo all'auto perché voleva recuperare un paio di guanti e sorpresa: il finestrino era rotto, la mascherina dell'autoradio era sparita (di cui oltretutto si facevano ben poco visto che la radio era ancora lì). La cosa mi traumatizzò tanto che quando mio padre mi mandò a suonare il campanello di casa di mia nonna per avvisare la mamma suonai tutti i campanelli del palazzo, non ricordavo più che interno era e a quelli che rispondevano dicevo "aprite aprite, siamo stati rapinati". Insomma, la bambina ingenua che viveva nel bel mondo delle favole quei giorni si schiantò con la realtà, il mondo è fatto anche di cose brutte.
Negli anni mi accorsi che le cose brutte al mondo erano tante, non ero in grado di accettarlo e fu anche peggio quando scoprii le meschinità che si celavano anche all'interno della mia famiglia, soprattutto menzogne e opportunismo. Sono rimasta quella bambina di 6 anni che viveva in un mondo "quasi perfetto" per la serenità del mio nucleo famigliare, per l'amore della mia nonna materna e delle vecchine del quartiere, per la tranquillità che caratterizzava la mia vita in Italia, dentro di me io voglio vivere come prima di quegli eventi e di quelli che seguirono, voglio vivere spensierata e libera di esprimermi, vorrei la gente non fosse così brava a fare del male e a farsi del male...

Scrivo tutto questo perché ho subito un furto nella casa dei miei in via di lenta ristrutturazione, hanno fatto solo danni perché da rubare non c'era niente; più che il furto, cioè l'appropriazione di cose altrui, mi inquieta il fatto che ci sono persone senza freni nel violare e distruggere. Io non sono una persona perfetta ma in virtù di come sono stata educata non ce la farei mai a violare la casa d'altri e nemmeno l'intimità non materiale, non è per il perbenismo con cui di solito le persone si muovono, il classico "non lo faccio perché non sta bene", io non lo faccio perché lo trovo denigrante per la mia persona perché io non ho bisogno di guastare qualcosa d'altri per stare meglio. Se ho bisogno chiedo, ne ho l'umiltà, nessuna disperazione potrebbe portarmi mai a compiere un furto, se si tratta di disperazione economica, o a tradire (far tradire), diffamare o approfittarmi di qualcuno, se si tratta di disperazione esistenziale.
Ragiono come una bambina ingenua e sono felice di aver riscoperto anche la bellezza delle cose semplici perché adoro meravigliarmi del mondo, il problema è che più torno "bambina dentro" più voglio allontanarmi dalle persone in senso pratico, voglio averci poco a che fare in sostanza, perché quello che nella vita mi ha delusa è sempre stato unicamente legato agli esseri umani (salvo rare eccezioni).

giovedì 5 dicembre 2013

Rileggendo...

vecchi post, ho trovato questa frase:
"Nella mia obesità, frustrazione, depressione, infelicità, nei vortici neri che ho dovuto passare, nel toccare il buio più totale, nel doverne sempre uscire da sola...  forse non sono ancora il ritratto della salute ma di certo credo di aver imboccato, e finalmente in modo non fallimentare (soffrivo dell'incubo del fallimento), la via per un maggiore benessere e per uno stile di vita più sano ed equilibrato."

Non potete immaginare a distanza di due anni dal mio cambiamento quanto io sia fiera di me stessa.

mercoledì 20 novembre 2013

Rieducazione del gusto

Sono in vena di post culinari.
Io non ho grandissime aspirazioni, so fare delle cose, le so fare benino, sono gustose ma soprattutto sane.
Ho avuto una mamma non-cuoca e un papà super cuoco che però fa dei grassi (come tutti anche se ne siamo inconsapevoli) l'arma migliore per esaltare i sapori. La fortuna che ho avuto è legata al fatto che mamma fin da bambina mi metteva davanti alla verdura e alla frutta senza l'imposizione di mangiarle, me le ha fatte prima "conoscere", mi ha fatto prendere con loro confidenza e poi ha iniziato a propormele in tutte le salse, ma soprattutto da piccola non mi ha propinato merendine, dolci industriali, cibi spazzatura che falsano olfatto e gusto rendendo impossibile per un bimbo l'apprezzamento di alimenti naturali.

Riguardo al mio modo di cucinare: io non nego che il burro ha il suo fascino perché in certi piatti sprigiona tutta l'essenza di alcuni ingredienti, che un po' più d'olio accentua i sapori e li arricchisce, non nego che un pezzettino di pancetta o di lardo rendono golose certe preparazioni però se si vuol sopravvivere NON si può cucinare sempre in questo modo!
Io non ho un metabolismo veloce, nemmeno se faccio sport posso permettermi certi abbinamenti perché ingrasso come un maialino per le feste; il problema è che nemmeno i magri possono permettersi una dieta senza accorgimenti salutisti perché anche se l'aspetto è sempre gradevole, nel tempo il corpo inizia a rifiutare lo sdegnoso trattamento che gli riserviamo.
Non voglio fare la predica a nessuno però mangiare sano significa aiutare il proprio corpo a lavorare correttamente, senza che esso venga appesantito da processi digestivi lunghi, elaborati, complessi che distolgono l'organismo dalle funzioni fondamentali, comprese quelle di rigenerazione cellulare!

Io non cucino mai a scapito del gusto perché se si mangia "male" e senza piacere significa che ciò che si sta mangiando non fa per noi, nemmeno a livello nutrizionale, il gusto però va rieducato e non è facilissimo se per tanto tempo si ha mangiato cibo super-saporito.
Ho iniziato la mia "rieducazione del gusto" quando vivevo sola, mangiando cibi semplici e poco sofisticati mi sono resa conto di quanto fossero incredibilmente buone le verdure senza condimento (o con pochissimo condimento), ho imparato a cucinare la carne e il pesce senza addizionarla di olio, burro, uova (abbrustolimenti, impanature, fritture), ho capito che i dolci si possono fare anche senza grassi.
Provare per credere, dopo un anno così, tutti i cibi, anche quelli sofisticati hanno un altro sapore.

Oggi: minestrone con carote, cipolle, cavolfiore, peperone, pomodoro, finocchio, fagioli borlotti, per condimento sale (sul piatto, non in pentola), pepe, filo d'olio a crudo.


P.S.: (eh sì, sono in vena di P.S.) con moroso abbiamo scovato un ortofrutta, i cui prodotti sono deliziosi e a buon mercato, non immaginate quanto io sia contenta!!! 

lunedì 18 novembre 2013

Sfizi anche a dieta!

Io adoro il tonno, anche quello in scatola, nella mia vita da single a dieta è stato un alimento base perché la voglia di cucinare per me sola era poca, specie la sera dove il mio pasto consisteva sovente in verdura cruda in insalata e tonno in scatola sgocciolato (in alternativa sgombro, formaggio o uova).
Un bel giorno avevo poco in frigo e moroso affamato, quindi ho messo nel mixer del tonno in scatola con pan grattato, prezzemolo, capperi, un goccio di vino, acqua e ne ho ricavato delle palline, queste possono essere fritte in olio ben caldo (non assorbono) o cotte al forno. Risultato? Una vera delizia, specie se inzuppate in una emulsione di senape e succo d'arancia!  Assieme ad un bel piattone di verdure alla griglia e come carboidrato della polenta abbrustolita, sono un piacevole sfizietto che ci si può togliere anche a dieta!
Il pan grattato credo possa essere sostituito con della polenta (accorgimento per celiaci), l'unica cosa è che con la frittura sfrigolerà un po' di più e nel forno va usata temperatura più alta.



Sono delle banali polpettine di tonno è vero, ma rispetto alle altre ricette non contengono uova, pan carré, latte e derivati, io uso pochissimo pan grattato, lo uso solo come legante, per questo sono molto leggere e non assorbono olio in frittura. A piacimento possono essere arricchite con erbette o spezie!

Alla fine la mia dieta non è stata di privazioni!!

Consiglio vivissimo: accertiamoci sempre della provenienza e del metodo di pesca del tonno in scatola!

sabato 9 novembre 2013

Spizzichi e bocconi

Volevo scrivere un post allegro sul mio trasferimento in Emilia e invece mi ritrovo da diversi giorni con pensieri scuri che due sere fa  mi hanno pure fatta alzare il gomito nella speranza di cacciarli via.
Era tantissimo che non bevevo molto, era tantissimo che non badavo al vestirmi pesante ed uscire coperta, ne ho pagato le conseguenze. Sensazione orribile, non tanto per la congestione che non ha lasciato strascichi particolari ma perché mi è venuta l'angoscia (quindi "passata" quella iniziale, venuta un'altra nuova) di aver deluso il mio lui, spaventatissimo e giustamente incavolato, che mi ha assistita come poteva nel momento di spannung della storia.

Vengo al dunque, ho alzato il gomito perché di troppe cose so "spizzichi e bocconi", il che mi da molto da fare perché io cerco sempre di dare un inizio, uno svolgimento e una fine a tutte le cose, fatti, idee, persone, pensieri, vissuti. E' il mio modo di vivere la vita, mi aiuta e non so come fare diversamente.
L'ho scritto in due miei post molto vecchi, ho cercato di spiegare che io alla vita ho sempre dato una forma di controllo perché io quando perdo il controllo, lo perdo veramente e credo sia sbagliato anche quando accade per motivi legittimi.
Sono una persona che è capace di passare da un'apatia raggelante per qualsiasi osservatore ad un turbinio tale di emotività che per i più è totalmente ingestibile... inevitabile la mia bravura a gestire (e creare) situazioni al limite dello stress pesante ma che lungo andare mi portano a delle ripercussioni fisiche non da poco.

Sto cercando di accontentarmi un po', di distaccarmi, di non pensare a cose che non mi riguardano direttamente, sto cercando di farmi i fatti miei, di lasciare agli altri la loro "porzione" di vita senza che ci sia necessariamente il mio intervento da supervisore dei lavori. Sono bravissima a farlo, l'ho fatto per X anni con i miei genitori, l'ho fatto con amici che ne avevano bisogno, l'ho fatto talmente tanto che per me è inevitabile vivere "controllando" e quando non controllo, vedo il risultato e mi dico "Ok, se c'ero si faceva meglio" oppure "Lo avrei fatto meglio io".
Non pecco di presunzione, lo giuro, non credo di essere migliore o più brava, credo solo di essere più "vigile" perché con questo sistema riesco a tamponare delle lacune che sento in me.

Racconto una cretinata: stiamo facendo una cuccia per cani, io chiedo "Come la vuoi fare?", ricevo risposte un po' vaghe e inconcludenti, lascio il timone e cerco di "interpretare". Risultato? Il giorno dopo ho rifatto da sola il lavoro e laddove sono stata aiutata, c'era la mia guida; tutto sommato la cuccia è venuta carina.
Ora, con questo, lungi da me dire che sono "brava", ma almeno io quando mi muovo ho un "piano" ben definito in testa dettato da precise indicazioni, dettagli, informazioni che ho selezionato, catalogato, archiviato nel modo per me più efficace al fine di ottenere un risultato, anche futuro.

Io sono così su ogni cosa, immagazzino dati per completare il mio puzzle gigante e mi dispiace dare l'idea di essere ossessiva o ossessionata, non è così, il mio puzzle serve a far si che mi muova meglio, con meno imbarazzo, più padronanza della materia, con maggiore sicurezza. Sapere e conoscere per me è fondamentale per sentirmi al sicuro.

Ora di tutto, questioni dei miei, cose del mio lui, mondo del lavoro, so "spizzichi e bocconi", ne ho così tanti che mi sembra appartengano tutti a puzzle diversi impossibili da risolvere senza gli altri pezzi, sono un po' frustrata e un po' spaventata ma sto cercando di lasciar correre, di vivere serenamente anche senza sapere tante cose; sto cercando un nuovo modo di interagire con me stessa e gli altri, un modo basato più sulle mie qualità che sulla "raccolta dati". Voglio fidarmi di me stessa e di ciò che provo, voglio essere più sicura di me.

Post delirante, mi sono spiegata terribilmente ma ho tirato fuori un po' di "cose" senza troppo controllare "cosa" tiravo fuori, per me è già un passo avanti!!